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Sabato 30 luglio 2016, si è disputata la 3^ edizione del RED BULL K3, l’unica gara al mondo di triplo chilometro verticale.

La partenza e’ avvenuta, come per le altre precedenti edizioni, dalla centrale e storica piazza di Susa, ad un dislivello di circa 503 metri, ha visto la partecipazione di ben 300 atleti provenienti da tutto il mondo, tra i quali, i migliori specialisti del pianeta in questa impegnativa e spettacolare specialità di montagna.Una sfida spettacolare che si sviluppa tutta in verticale.Il tracciato, elaborato su un terreno variabile ed impervio, con pendenze mozzafiato, si è sviluppato su un dislivello di circa 3.000 mt fino al traguardo posto sulla cima della montagna Rocciamelone (3538 mt) per uno sviluppo metrico di circa 9.700 mt.

La classica Red Bull K3 ma con delle novità

Quest’anno, oltre alla classica competizione del triplo chilometro verticale, il RED BULL K3 ha presentato 2 interessanti novità: sono state infatti introdotte in alternativa anche le formule del K1 (chilometro verticale) e del K2 (doppio chilometro verticale), per dare a tutti gli atleti partecipanti la possibilità di gareggiare al limite delle proprie capacità. Il K1 ha previsto un dislivello di circa 1.180 mt, con uno sviluppo metrico di quasi 4.500 mt, mentre il K2 ha presentato un dislivello di 2.330 mt con una lunghezza di circa 8.000 mt. Ma la tradizionale gara di K3 è stata, come d’altronde ampiamente preventivato da addetti ai lavori e non, spettacolare e appassionante ed ha permesso agli atleti di competere al massimo dell’impegno fisico ed agonistico su percorsi e sentieri montani ricchi di ostacoli ed imprevisti. Il primo check point, previsto ad una altezza di 1.690 mt, in località Trucco, ha visto transitare i partecipanti al gran completo, impegnati a mantenere e consolidare le posizioni acquisite. Il secondo check point, posizionato presso il Rifugio Cà d’Asti, a 2,840 metri di dislivello, ha invece cominciato a mostrare in pieno l’andamento della gara, evidenziando i potenziali vincitori.

Una gara unica nel suo genere

Al traguardo, si sono presentati, affiancati l’un l’altro, il piemontese Marco Moletto, già vincitore nel 2014 e classificatosi terzo l’anno scorso e l’altoatesino Philip Gotsch, alla sua prima partecipazione, che con un tempo complessivo di 2h, 08m e 29, si sono aggiudicati la prima posizione ex-aequo; per la categoria donne invece la vincitrice unica è stata la spagnola Vanesa Ortega, già classificatasi in terza posizione nel 2015, transitata al traguardo con un ragguardevole tempo di 2h, 37m e 2s. Oltre alla spettacolarità dei percorsi e degli scenari circostanti senza contare il durissimo impegno sportivo che è richiesto agli atleti partecipanti, occorre ricordare che questa gara di montagna, unica al mondo nel suo genere, rappresenta un eccellente banco di prova per le case produttrici di materiali ed equipaggiamenti sportivi, poiché la vittoria, ai giorni nostri, non è solo frutto dell’eccezionale performance prodotta dall’atleta, ma anche e soprattutto dalla tenuta tecnica e dal sostegno energetico che, maglie, pantaloncini, scarpe e racchette possono elargire in competizioni che richiedono oltre alla preparazione uno sforzo fisico davvero estremo.