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domenica 27 aprile 2008
La rassegna stampa di oggi

GAZZETTA DI REGGIO (di Alessandro Zelioli)

“OLIMPIADI; PER ORA ASPETTO”
Rubiera.
”Sono sereno, perché le cose brutte della vita sono altre”. Stefano Baldini si schernisce nel vedere il can-can creato dalla microfrattura da stress al ginocchio, tegola per chi, come l’oro di Atene 2004, iniziava a raffinare la preparazione in vista della maratona del 24 agosto a Pechino, dove il campione vuole difendere il trono olimpico a dispetto dei 37 anni che compirà il prossimo mese.
Ma come fa a essere così sereno?
Queste sono cose che bisogna accettare – dice Baldini – perché fanno parte dello sport. Sono momenti che ho già vissuto e che sono normali. Ovvio che questo era un anno importante per me e speravo che andasse tutto perfettamente bene. Ora agiamo di conseguenza e ci rimbocchiamo le maniche su quello che si può fare.
Che cosa in particolare?
Bici e palestra. Per il resto posso solo stare fermo e aspettare.
Ha già cancellato il 24 agosto dal suo calendario?
Troppo presto per dirlo. Se a fine maggio sarò in grado di riprendere al 100%, avrò anche tutto il tempo per preparare l’impegno olimpico come si deve.
L’infortunio ha condizionato la prova di Londra?
No. In quella maratona ho subito una batosta e basta. Il problema si è manifestato nel pomeriggio, ma in gara non l’ho sentito.
Perché parla di batosta?
Otto minuti sono un distacco immenso. Certo, in quella gara si è scoperta una nuova generazione di atleti molto più giovani provenienti dalla pista e che corrono molto forte. Tre o quattro sono usciti da Londra, altri in altre maratone. Questa è una cosa normale. Soprattutto l’Africa proporrà sempre un turnover di altissima qualità, perché il bacino è impressionante. Ci sono tutti, non solo i keniani.
Sembra sofferente mentre racconta questo momento. Soffre più nel fisico o psicologicamente?
Nè l’uno né l’altro. Sono realista e non voglio farmi illusioni, come ho sempre fatto nella mia vita. La grinta mi aiuterà ma, ripeto, le cose brutte della vita sono altre. Non bisogna drammatizzare quello che è il mio mestiere. Ho dolore solo quando appoggio e ammortizzo la spinta della corsa.
Cosa ha pensato al momento della diagnosi?
Ho subito pensato a ripartire. Chiaro che c’è del rammarico, così come c’è la gioia di sapere che in tanti mi hanno mostrato affetto e rinnovato la loro amicizia inondandomi di telefonate e messaggi. Un incoraggiamento che fa piacere e morale. La famosa benzina che ho sempre usato per andare avanti.
Quanto conta, nell’affrontare questo momento, la medaglia di Atene?
C’è la consapevolezza di aver già fatto tanto. Del resto, sarebbe stato difficile arrivare al top della forma a Pechino, comunque fossero andate le cose. Per me, però, non è impossibile. Non dimentico le cose belle fatte, ma cerco di crearmi sempre nuovi obiettivi; penso solo a come affrontare il prossimo impegno. Forse questo è il segreto di tanti risultati.
Quest’infortunio può cambiare qualcosa nelle sue scelte future?
Tutto dipende sempre dai risultati. Londra mi ha già dato un segnale non molto positivo, e i risultati fanno motivazioni. Le batoste no. Ma prima di parlare del futuro riverso tutte le mie attenzioni verso questi 4 mesi estivi. Poi tireremo le somme. Posso dire che se avrò voglia continuerò, altrimenti è meglio lasciar perdere. Ma, per me almeno, non è un assillo.
Forse, soprattutto gli africani, sperano in un suo ritiro. Quindici anni ad alto livello non si possono dimenticare. Atene è stata solo la punta dell’iceberg?
Ho avuto una bella continuità e sono convinto che diverse generazioni del Kenia mi abbiano avuto sempre come punto di riferimento. Un avversario che è riuscito sempre a mantenersi ad alto livello per tanti anni. Ma questo è molto dispendioso, e prima o poi ti presenta il conto. Per me, comunque, è motivo di orgoglio personale.
Solo orgoglio?
Orgoglio e ambizione sono le molle che mi hanno sempre spinto a lavorare duro, convinto di quello che stavo facendo. Per questo sono ancora qui, alla faccia di chi mi chiede sempre quando mi ritiro. Posso permettermi di rispondere: quando voglio.
Lei è juventino. Del Piero sta facendo una stagione eccezionale dopo aver superato un grave infortunio. Le servirà come stimolo?
Alla sua età ho vinto l’oro ad Atene. Ha 4 anni in meno di me, e in uno sport di squadra è un po’ diverso. Nella maratona devi fare tutto da solo.
Terrorismo, politica, afa e smog. Quanti nemici ha questa olimpiade?
Ogni volta che c’è una manifestazione che crea grande interesse si parla di altro. Io, perlomeno, devo pensare solo ad allenarmi bene per fare la mia parte, come tutti gli altri. Alla fine lo sport trionferà ancora una volta, e le Olimpiadi saranno un successo.

IL RESTO DEL CARLINO (di Claudio Lavaggi)
BALDINI HA GIA’ RITROVATO IL SORRISO”SONO SICURO: A PECHINO CI SARO’”
Stefano Baldini è ai box: non è un pit-stop volontario, anche se l’intenzione dell’olimpionico è proprio quella di trasformarlo in un “provvidenziale rifornimento”. Sono gli strascichi della maratona di Londra, che hanno procurato all’azzurro uno stato di prefratturazione nella zona mediale del piatto tibiale sinistro. Una sorta di microfrattura da stress.
“E’ successo nella gara londinese – dice Stefano da Rubiera – forse dovuto anche alla contrattura rimediata ai societari nel cross. Di fatto nel finale della corsa non ammortizzavo più gli impatti col terreno: immediatamente a caldo non me ne sono accorto, ma quando il corpo si è raffreddato ho capito che qualcosa non andava. Sono stato a visionare il percorso a Pechino ed anche la lamentavo dolori. Ho fatto un controllo e la diagnosi è questa. La prognosi è di 30 giorni da Londra, quindi ormai solo un paio di settimane”
E nel frattempo?
Sinceramente io penso che andrò a Pechino. Lo so che questi giorni di pausa mi toglieranno un po’ di preparazione, ma va detto che comunque avrei fatto scarico e ricostruzione. Magari a fermare un po’ tutti i muscoli ci potrò pure guadagnare. Io a metà maggio penso di poter riprendere per poter andare in ritiro a Livigno. Si, i tempi saranno un po’ più ristretti, ma mi è già capitato altre volte e tre mesi di lavoro ci sono tutti comunque.
E allora guardiamo alla Cina e ai suoi problemi…
Lasciamo stare la politica, io vado per gareggiare: a Pechino lo smog è veramente tangibile, la città non è granchè, mentre il villaggio dove alloggeremo dal 12 al 21 agosto mi pare molto accogliente. C’è un fiume, una pista ciclabile, ottimo per allenarsi. Il percorso mi sembra molto bello e veloce, tutto in città. Credo di aver fatto bene ad andare a visionare, così a metà agosto saprò già a cosa vado incontro.

Staff di Maratoneti.com

lunedì 21 aprile 2008
"Triste per il Tibet"

Il maratoneta azzurro si dice dispiaciuto per il grave problema, ma condanna anche la «troppa pressione sugli atleti, dobbiamo pensare ad allenamenti e gare»
PECHINO, 17 aprile - Stefano Baldini, campione olimpico di maratona, ha affermato oggi di sentirsi «triste e dispiaciuto» per la situazione del Tibet, dove da oltre un mese sono in corso manifestazioni anticinesi. La Cina afferma che nelle violenze sono morte venti persone, mentre per il governo tibetano in esilio le vittime sono state circa 150. «Su noi atleti - ha aggiunto Baldini parlando in una conferenza stampa a Pechino - però c'è troppa pressione dei mezzi d' informazione, tutti chiedono pareri e opinioni e uno finisce per stancarsi. Quella del Tibet è una delle tante situazioni negative che ci sono nel mondo, per le quali tutti dovremmo sentirci tristi ma penso che noi atleti dobbiamo fare gli atleti e concentrarci sugli allenamenti e sulle gare». Baldini ha aggiunto di non aver discusso del problema con altri atleti italiani. «Certo, molti di loro hanno una loro opinione e anche io ho la mia, che preferisco tenere almeno in parte me; io sono uno che pensa che le regole vadano rispettate».

OLIMPIADI MOMENTO ECCEZIONALE - «So che oggi molti parlano delle Olimpiadi come di un grande business ma io penso che al momento delle gare sono sempre una cosa positiva e propositiva, fatta di atleti di tutto il mondo che competono e alla fine si stringono la mano, dopo che ha vinto il migliore», ha detto il campione olimpico. Baldini è a Pechino da martedì scorso col suo allenatore Luciano Gigliotti per familiarizzarsi col percorso della maratona e con la situazione ambientale della capitale. La maratona è in programma per il 24 agosto, giorno di chiusura delle Olimpiadi di Pechino.

LA MARATONA - Lo smog che soffoca Pechino non avrà un peso determinante sulla maratona che, il 24 agosto, chiuderà le Olimpiadi. «Saranno il caldo e l'umidità ad influire di più sulla corsa, solo chi ha qualche problema respiratorio sarà svantaggiato rispetto agli altri». Dopo aver esaminato il percorso della maratona ed aver sperimentato il clima e l'inquinamento di Pechino, il campione olimpico italiano ritiene di poter essere competitivo in agosto. «Gli atleti asiatici ed africani sono quelli che si adatteranno meglio al clima, ma penso che ci siano 20-25 atleti in grado di battersi per le medaglie e in una maratona non bisogna mai sottovalutare i possibili outsider».

NIENTE MASCHERINA - Baldini ha affermato di ritenere «inutile, sia nella vita quotidiana che in gara, indossare una mascherina. E spostare la gara di un'ora - dalla previste 7.30 alle 6.30 del mattino - o di un giorno, ha proseguito, non cambierebbe di molto le condizioni nelle quali si gareggia». Sia Baldini che il suo allenatore vedono nel kenyota Martin Lel, vincitore della maratona di Londra, il favorito per la conquista della medaglia d' oro a Pechino.

(corrieredellosport.it)

Staff di Maratoneti.com

lunedì 21 aprile 2008
Stefano prova il percorso di Pechino 2008

"Questo clima mi dà qualche chance"
PECHINO, 18 aprile 2008 - Gebre potrebbe ripensarci e partecipare alla maratona olimpica. Il suo manager Jos Hermens ha confermato che sta consultando dei medici per capire che danni può avere l'inquinamento di Pechino sul suo asma. "Chi lo sa? - dice Hermens - se non si qualifica sui 10mila potrebbe puntare alla maratona".
IL CONSULTO - Baldini rivede il suo primo giudizio sul caso: "Ho parlato con un professore di Roma e mi ha spiegato che effettivamente correre per 27 minuti o per oltre 2 ore fa differenza per l'asma. Questo giustifica quindi la scelta di Gebre". Ma per Baldini, che ha effettuato una ricognizione in auto sul percorso olimpico, non fa differenza chi sarà al via della maratona olimpica: "E' una gara tra africani ed il percorso, lineare e piatto, dovrebbe favorire una gara veloce. Ma, come sempre, l'Olimpiade avrà una storia a sé. E mi aspetto di vedere la sorpresa, che potrebbe essere lo svizzero Roethlin". A rincuorarlo, rispetto a Londra, però sono proprio le condizioni atmosferiche che si troveranno a Pechino ad agosto: "Le statistiche parlano di temperature sui 27°c e umidità sopra il 75%. E con questo inquinamento tutto si complica.
LA SPERANZA - Poi fa capire che la cosa non lo preoccupa affatto, anzi: "Con queste condizioni mi sono rincuorato perché i valori saranno livellati e ci potrà essere una possibilità per tutti, E mi ci metto anche io. Di certo devo essere al 100%". Un Baldini apparso quindi più ottimista rispetto a domenica: "Da Londra sono uscito demoralizzato, mi ha fatto piacere la telefonata di Pagnozzi che mi ha detto che lo sport italiano conta ancora su di me, ma è stato ancora più utile voltare subito pagina e venire qui. A casa sarei stato lì a ripensarci e deprimermi, invece venendo a Pechino sono già entrato nell'avventura olimpica".
(gazzetta.it)

Staff di Maratoneti.com

venerdì 4 aprile 2008
Stefano testimonial Sector

Sector rinnova la sfida nel mondo dello sport e diventa sponsor del grande atleta che difenderà il tricolore a Pechino 2008: Stefano Baldini, medaglia d’oro alle olimpiadi di Atene 2004. Sector No Limits è per l’uomo moderno sinonimo di sfida e di un innato desiderio di mettersi in gioco per raggiungere degli obiettivi concreti. La competizione, l’emulazione e il confronto con le proprie capacità diventano armi vincenti per chi decide di superare i propri limiti e raggiungere la propria affermazione sia nella vita che nelle gare sportive. Forte della propria connotazione sportiva la marca sceglie la maratona per esprimere al meglio i propri valori. La maratona, da molti considerata come la parte più nobile della corsa, è sicuramente una competizione sofferta e faticosa che implica dedizione e abnegazione e che può essere affrontata solo da atleti provetti e molto allenati. Per questi motivi Sector ritrova i suoi valori in un campione come Stefano Baldini, un’atleta dei giorni nostri che incarna perfettamente la filosofia del brand che si rivolge ad un uomo vero che non si arrende e che, con sacrificio e impegno, lotta per la vittoria per superare ogni barriera fisica e mentale. Stefano Baldini, affronterà le sue performance sportive indossando il modello Sector 42,195 Marathon, un orologio dalle raffinate qualità tecniche pensato e realizzato appositamente per l’atleta e che lo accompagnerà durante la sua avventura olimpica. Il Sector 42,195 Marathon monta l’esclusivo movimento “Marathon Timer”, sviluppato in esclusiva appositamente per chi pratica la maratona dai maestri orologiai Sector. L’orologio se collegato al foodpod o alla apposita fascia cardio è in grado di monitorare battito cardiaco, calorie bruciate e distanza percorsa. Al nome Marathon vengono affiancati i numeri 42,195 che indicano la lunghezza della maratona, lunghezza, fissata per la prima volta nel 1908 durante le olimpiadi di Londra. Il Sector 42,195 Marathon è un cronografo analogico digitale 1/100 di secondo, con tempi parziali e intermedi, conto alla rovescia e allarmi.Ha doppio fuso orario, altimetro e termometro e monta un pratico cinturino in caucciù. Diametro della cassa 48,5 mm. Un compagno affidabile e indispensabile per ogni atleta, in grado di memorizzare prestazioni e diversi programmi di allenamento.

Staff di Maratoneti.com

lunedì 4 febbraio 2008
Dopo 19 anni il Trofeo Sant'Agata torna italiano

Stefano Baldini ha vinto la 46/ma edizione del trofeo podistico internazionale Sant'Agata a Catania. Il campione olimpico di maratona ha coperto i 12 km in 35'15". Alle spalle di Baldini si sono piazzati l'ugandese Wilson Busienei (35'20") e il keniano Joel Kemboi Kimurer (35' 21").







Ordine d'arrivo:

1
Baldini Stefano
’71
Calcestruzzi Corradini Ex. Rubiera Re
35’15”

Giri - 1° 4’24”9 - 2° 8’50”0 (4’25”1) - 3° 13’17”9 (4’27”9) - 4° 17’43”2 (4’25”3) - 5° 22’07”7 (4’24”5) - 6° 26’34”1 (4’26”4) - 7° 31’00”6 (4’26”5) - 8° 35’14”5 (4’13”9)

2
Busienei Wilson
’81
Uganda
35’20”

3
Kimurer Kemboi
’88
Kenya
35’21”

4
Kiprop Wilson
’87
Kenya
35’23”

5
Muriuki Peter
’83
Kenya
35’23”

6
Nelson Dokita
’79
Kenya
35’27”

7
Ruggiero Giovanni
’74
Forestale
36’12”

8
Bibi Hamad
’79
Uisp Palermo
36’18”

9
Bennici Francesco
’71
Carabinieri
36’34”

10
Errebbah Mostafa
’71
Sport Club Catania
38’21”

11
Modica Vincenzo
’71
Fiamme Oro
38’43”

12
Copia Enzo

’87
Pol. A.P.B. Partinico-Bagheria Pa
38’43”

Staff di Maratoneti.com

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