Diario

lunedì 15 ottobre 2007
Mondiali di Udine: è andata così...

Tutto mi sarei aspettato da questo Campionato del Mondo di Udine, tranne che andasse così...pronti, via e la mia gara era già finita (o in ogni modo compromessa)!

Difficile riuscire a ricordare o capire cosa sia successo in quegli attimi prima dello sparo. Quello che di certo so è che guardavo lo starter, poco distante da me visto che ero con un piede sulla linea bianca della partenza, e non appena lui ha dato il via alla gara non sono neanche riuscito a far partire il mio cronometro dato che ero già per terra.

Sono stato letteralmente buttato giù e più tentavo di rialzarmi in fretta più venivo nuovamente spinto verso l’asfalto, pestato dagli altri atleti che sopraggiungevano. Quando finalmente sono riuscito a rimettermi in piedi ero ormai ultimo del gruppo. D’istinto ho fatto i primi passi di corsa provando a rientrare gradualmente, cercando di gestire con calma la situazione, ma in queste circostanze l’adrenalina in circolo ti porta a compiere gesti che difficilmente riesci a coordinare.

Così dopo 500 metri ero accanto a Giovanni e a Denis che, avendo visto tutto, mi esortavano a stare tranquillo e a non sprecare energie importanti. Più cercavo di dimenticare l’accaduto, di rimuovere l’incidente più ogni passo diventava faticoso e pesante, l’azione dura e frenetica. Così per i primi 5 chilometri. Correvo senza capire bene cosa stessi facendo, mi sono semplicemente lasciato trasportare, sperando che col passare dei metri mi sarei pian piano tranquillizzato e così in parte è stato. Allora mi sono anche illuso, che malgrado tutto, sarei riuscito a concludere la gara non molto lontano dalle mie aspettative, poi i dolori si sono fatti vivi e dopo il 10° km (29’56” caduta inclusa) il mio gesto di corsa non più in equilibrio ha presentato il conto e ho dovuto rallentare.

In crono finale (63’54”) non soddisfa per nulla le pretese con cui mi ero presentato ad Udine, anzi ad ore di distanza dall’accaduto monta ancora di più la rabbia, la delusione e l’insoddisfazione. Stamattina il risveglio è stato a dir poco traumatico, a freddo l’elenco dei colpi e delle botte subite aumenta. Ginocchio, schiena, anca e collo sono k.o., il morale molto basso. Ora la preoccupazione maggiore è capire l’entità dei danni e sperare di rimettersi in carreggiata il prima possibile.

Potremmo discutere se fosse stato meglio fermarsi per evitare ulteriori problemi, io non so dirvi ancora oggi se ho fatto bene o male a continuare, quello di cui sono sicuro è che il pensiero di abbandonare la gara mi ha sfiorato la mente solo per un attimo, ma sono stato bravo a scacciarlo via altrettanto rapidamente. Ritirarsi ad un Mondiale, corso tra l’altro in Italia, con la maglia azzurra addosso mi sembrava un gesto indecoroso, per questo ho ritenuto opportuno onorare la Nazionale e i miei compagni di squadra giungendo, in ogni modo, al traguardo.

Inutile anche dire come si poteva evitare tutto ciò, quando sei davanti e vieni spinto puoi fare ben poco, anche il più abile ed esperto atleta può trovarsi sdraiato sull’asfalto. La caduta di Udine fa il pari con quella subita durante la maratona di Parigi lo scorso anno, maratona conclusa comunque in 2h e 10’ (anche lì un keniano mi agganciò da dietro e l’impatto con terreno fu altrettanto rovinoso). Resta la speranza di aver “già dato” alla sfortuna e di essere quindi in debito con la sorte contraria.

In ultimo un “grazie” a Giovanni (Ruggiero) e Denis (Curzi) per avermi sostenuto moralmente durante la gara e un “bravo” a Ruggero (Pertile) e Daniele (Caimmi) per i loro risultati.


Ottavio Andriani

giovedì 5 luglio 2007
Rivisondoli: la cronoscalata, che fatica!

Torno a scrivere il diario dopo un pò di tempo, ma si sà, a casa complici le mille cose da fare non si ha mai tempo.

Allora capita che in raduno, lontani dai tanti impegni che ogni giorno ci portano a vivere una vita frenetica, si abbia più tempo (e anche voglia) di scrivere 4 righe per trasmettere le sensazioni di corsa, anche quando si racconta una "fatica" quasi estrema.

E' stato così oggi!
C'eravamo messi daccordo con gli altri ragazzi (Stefano, Mimmo e Giacomo) per questo allenamento solo ieri sera.

Capita che trovandosi in raduno spesso i "vari" programmi finiscano per confluire in uno solo, anche per il gusto e il piacere di correre assieme.

Così stamattina, dopo un bel riscaldamento (24') ci siamo "lanciati" in salita per gli otto km scarsi che separano la piana delle cinque miglia a Rivisondoli dal rifugio Principessa Giovanna in località Aremogna.
Partenza da 1240 metri e arrivo a 1600 metri s.l.m.!


29' scarsi di salita che solo in alcuni tratti dava la possibilità di tirare il fiato.
Il resto è stato un lungo e costante "fiatone" che, ognuno con il proprio passo, ci ha portati in cima...

Bellissimo il panorama da lassù...poi giusto il tempo di una rapida doccia e un gustoso pranzo con prodotti locali, ed era già ora di ripartire (stavolta in macchina) per Rivisondoli.

Dopo un breve riposino, nel pomeriggio si replica. Stavolta niente salita, solo un pò di corsa per smaltire l'impegno mattutino.

Si va avanti così, tra risare e chiacchiere tra amici.

Ottavio Andriani

domenica 11 marzo 2007
Francavilla Fontana...un caso?

Penso sia giusto affrontare questo argomento, anche se io in teoria non sarei la persona più adatta a farlo in quanto parte in causa.
Mi sa tanto di autocelebrazione…

Comunque parliamone. La vittoria di Mimmo (qui nessuno lo chiama Cosimo) Caliandro al Campionato Europeo Indoor svoltosi a Birmingham ha riportato alla ribalta della stampa nazionale il “fenomeno” Francavilla Fontana.

In questi giorni puntualmente s’è parlato di una scuola o meglio di una tradizione che ha fatto in modo che ragazzi come Mimmo, Giacomo, Antonio (Andriani) ed io stesso che scrivo, vestissero più volte la maglia azzurra e conquistassero risultati degni di nota in Italia come anche all’estero.

Allora, a chi attribuire il merito di tutto ciò? Si potrebbe dire a tutti come anche a nessuno, si potrebbe parlare di spirito di emulazione tra ragazzi, ancor di più si potrebbe ipotizzare la presenza di “geni” da queste parti…ma il tutto risulterebbe banale e scontato.

In realtà la “colpa” di tutto potrebbe più semplicemente essere affibbiata ad una persona sola: un tale Piero Incalza, da Francavilla Fontana. Non ci sarebbe stata la vittoria di Giacomo a New York, le mie prestazioni nelle varie maratone, le numerose “maglie azzurre” indossate mio fratello (Antonio) e per finire la vittoria di Mimmo a Birmingham se quel tale non si fosse messo in testa di passare le notti (cosa che continua sistematicamente a fare) sui libri, per aggiornarsi, capire ed evolversi.

A chi sa qualcosa in più rispetto al normale, poco potrebbe apparire collegata la recente vittoria di Mimmo agli Europei Indoor, visto che il prof. Incalza ha seguito personalmente Caliandro “solo” per un anno, ma come non ammettere che il tutto è strettamente collegato? Se Giacomo (intimo amico e coetaneo di Salvatore, fratello di Piero) non si fosse incuriosito di questo “giovane” che assieme ad altri correva tra le campagne di Francavilla, se successivamente io e mio fratello non ci fossimo aggiunti al gruppo di esuberanti ragazzini che puntualmente si ritrovavano a correre solo per il gusto di scherzare e di stare assieme…forse non sarebbe nemmeno arrivato Mimmo a continuare la tradizione di questa cittadina che “sforna” corridori.

Mah, vogliamo divertirci, bene facciamo un po’ di numeri.
Mimmo: 4 titoli italiani giovanili, 6 presenze in Nazionale giovanile, 3 maglie Azzurre in Nazionale assoluta.
Giacomo: 2 presenze in Nazionale giovanile, 7 maglie Azzurre in Nazionale assoluta.
Antonio: 1 titolo italiano giovanile, 5 presenze in Nazionale giovanile.
Ottavio: 2 titoli italiani giovanili, 3 presenze in Nazionale giovanile, 7 maglie Azzurre in Nazionale assoluta.
Se proviamo ad esaminare il fenomeno da statistici, possiamo tranquillamente ammettere di poter essere annoverati nel “Guinness dei primati” tenendo ancor più presente che Francavilla registra 36 mila abitanti, non 36 milioni…

A questo punto potrei parlarvi delle scommesse che facciamo ogni qual volta ci ritroviamo a correre assieme, delle “inutili” volate che ancor oggi Giacomo si ostina a lanciare a Mimmo nell’ultimo km di fondo lento, del nostro dialetto che utilizziamo ogni volta che con Piero, Mimmo e Giacomo ci “ritroviamo” in un raduno nazionale, ma sarebbe lungo e rischierei di annoiarvi.

Per farvi capire qual è lo spirito che ci lega, vi dico solo che giovedì, dopo aver “celebrato” Mimmo al Teatro Italia con la presenza di autorità, scuole e giornalisti vari…ci siamo ritrovati puntualmente alle 17 a correre sui soliti percorsi e che il Caliandro Campione Europei Indoor, dopo aver corso 18 km con me e Giacomo, si è affrettato a raggiungerci in macchina per portarci le scarpette leggere e far concludere il nostro allenamento che prevedeva ancora 6 ripetute sui 1000 metri…ovviamente incitandoci a dovere!


Ottavio Andriani

venerdì 7 luglio 2006
St. Moritz, tempo da lupi!

Ciao ragazzi,
quando sono scappato dalla "calda" puglia tutto mi aspettavo tranne che di rimettere nuovamente la roba invernale.

Invece, come per Livigno, pare che nella prima settimana tocchi sempre pagar dazio.

Ieri per esempio, siamo andati a fare un lavoro su un percorso che costeggia l'aeroporto a Samedan, tutto bene sino all'ultimo giro (5 km), quando d'improvviso il cielo s'è chiuso, ha inziato a spirare un vento forte e fastidioso e in pochi minuti è venuta giù una bella pioggia battente.

In pratica abbiamo finito che eravamo zuppi e infreddoliti! Nel pomeriggio ha poi continuato a piovere, ma con un pò di pazienza siamo riusciti a beccare un attimo in cui aveva smesso.

Stamattina la situazione è identica, con in più l'aggravante che non essendoci vento, è probabile che si vada avanti con questa pioggia sottile per tutta la giornata!

Speriamo bene...

Ottavio Andriani

martedì 13 giugno 2006
Quasi alla fine...

Siamo ormai giunti alla terza settimana in quota e il primo raduno “estivo” volge ormai al termine.
Tra venerdì e domenica lasceremo Livigno per poi ritornarci di tanto in tanto durante il prossimo raduno.

Solo alcuni di noi, sulla strada di ritorno verso casa, avranno modo di testare la propria condizione in qualche gara nel weekend. Di certo, dopo appena 12 giorni, tutti ci ritroveremo ancora assieme a correre.

Già, perché avremo giusto il tempo di passare a casa qualche giorno, che si tornerà in altura, stavolta a Saint Moritz. Dal 30 giugno al 22 luglio saremo appunto ad allenarci in uno dei posti più belli al mondo (anche Paul Tergat aveva espresso questo pensiero).

Ma come dicevo prima, appena possibile torneremo a fare volentieri un giro qui.
Si sà, l’Italia è sempre e comunque il miglior posto dove mangiar bene.

Intanto il freddo della prima settimana è solo un brutto ricordo e ha lasciato spazio a temperature davvero gradevoli. Domenica, per esempio, abbiamo corso 34 chilometri con la seconda parte in progressione…e abbiamo finalmente potuto indossare pantaloncini e canottiera!

A fine allenamento, più che stanchi eravamo letteralmente “scottati” dal sole, che seppur tiepido a questa altitudine lascia facilmente il segno…

Giovedì scorso siamo stati a Saint Moritz per correre sul lago…e l’immagine qui sopra testimonia quale e quanta “tensione” serpeggiasse tra di noi prima di affrontare un allenamento molto impegnativo….

Mentre ci cambiavamo, Baldini ha tiraro fuori dalla sua macchina un gioco della piccola Alessia, e dopo aver sistemato i birilli abbiamo fatto 4 tiri…giusto per scaldarci un po’!

Domani torniamo nuovamente sul lago per effettuare l’ultimo allenamento impegnativo di questo primo stage…chissà, magari verrà fuori un’altra partita, vi terrò aggiornato sul risultato…

Ottavio Andriani

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